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Economia e Fisco

Inizio attività: costi apertura partita iva

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Molti alle prese con l’apertura di un’attività non sanno che aprire la partita iva non comporta nessun costo. In realtà tutte le spese arrivano di conseguenza all’apertura della partita iva. La partita iva altro non è che un codice numerico di 11 cifre più il codice di Paese (IT per l’Italia) che identifica in maniera univoca un’azienda.

Le persone fisiche, oltre alla partita iva, devono inserire al momento della fatturazione anche il proprio codice fiscale.


In teoria anche le aziende comuni hanno il codice fiscale, ma nella maggior parte dei casi questi due codici si equivalgono. Una volta aperta la partita iva, la quale adesso può essere aperta anche online, è necessario scegliere il regime fiscale da adottare. Una persona o una società che apre la partita iva diventa automaticamente un’azienda.


Un libero professionista che decide di aprire un’attività senza garanzie di guadagno è meglio che scelga il regime fiscale definito come contribuenti minimie questo significa che il neo imprenditore non dovrà pagare l’iva e non dovrà però superare i 30 mila euro di fatturato annuo oltre a non essere soggetto agli studi di settore che in genere hanno il potere di far fallire un’azienda. Se è una professione legata all’ingegno il neo imprenditore non dovrà versare nemmeno un contributo fisso di inps e questo aiuta molto soprattutto all’inizio della propria attività.

Colui invece che apre la partita iva legata al commercio dovrà versare un contributo fisso di INPS che corrisponde a poco meno di 3000 euro all’anno + una percentuale sul guadagno netto che corrisponde a circa il 18% su volumi che superano i 13 mila euro. Chi apre la partita iva deve sapere che la gestione delle fatture verrà affidata ad un commercialista e questo comporta un costo aggiuntivo che va dai 500 euro + iva ai 2000 euro + iva per volumi di fatture e consulenze non troppo elevati.

 

27/08/2010

Fonte: http://www.cercageometra.it

 
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