Nuove autostrade: ecocompatibili, energeticamente autonome, basso impatto ambientale

L’autostrada Cremona Mantovasarà il nuovo fiore all’occhiello dell’Italia: dimostrerà quanto l’ecosostenibilità sia possibile e perseguibile anche nelle grandi opere. Da tempo, lo si è voluto dimenticare; abbiamo privilegiato gli aspetti puramente economici e le scelte di minimizzazione dei tempi.

Il progetto esecutivo, che dovrà essere approvato a breve, permetterà di creare una bolla di efficienza e di salubrità nella pianura padana, paradossalmente in uno tra i luoghi più inquinati del territorio italiano.

Francesco Acerbi, direttore generale di Centro Padane S.p.A. illustra in tutte le caratteristiche della nuova infrastruttura che sarà in grado di ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente, autosostenersi energeticamente, valorizzando  le relazioni e le peculiarità del territorio.

“L’efficientamento del nuovo sistema autostradale partirà proprio dalla sua cantierizzazione e realizzazione: per la costruzione di ogni grande opera, deve essere realizzata una vera e propria cittadella atta ad ospitare diverse centinaia di persone”, spiega Acerbi. Ad oggi queste strutture di servizio vengono, nella maggior parte dei casi, demolite, nonostante siano dotate di tutti i servizi primari: energia, acqua, reti e sistemi di smaltimento rifiuti. Un primo obiettivo da concretizzare sarà quindi il riutilizzo e il rilancio di queste aree per farle entrare, a pieno titolo, nel circuito economico e produttivo del territorio (sviluppo industriale e residenziale).

La particolarità in questo caso è che non si tratta unicamente di realizzare una strada ma di mettere a sistema un’idea di infrastruttura e di sviluppo. Ogni opera stradale per poter essere accettata e condivisa, deve poter rappresentare una concreta integrazione con la realtà sociale ed economica del territorio che attraversa. Per questa ragione la nuova infrastruttura porta con sè una serie di servizi primari che daranno valore al “sistema territorio” nel suo complesso. Infatti “durante la costruzione sarà stesa la fibra ottica lungo tutto il percorso autostradale in entrambi i sensi di marcia, e saranno posate tutte le reti principali per strutturare e favorire lo sviluppo delle aree attraversate”, continua Acerbi (le reti: idrica, elettrica e fognaria, al servizio di attività agricole e complessi residenziali e produttivi). Inoltre, il tracciato autostradale sarà servito da due strade laterali (una per ogni senso di marcia) che consentiranno la manutenzione dei servizi e della sede stradale senza alcun intralcio o possibile pericolo per la circolazione dei mezzi e con costi decisamente inferiori rispetto ai sistemi oggi utilizzati (interruzione e/o ingombro delle sedi stradali). 

Tutta l’autostrada sarà autosostenibile: contestualmente all’integrazione con il territorio, la nuova autostrada diventa elemento di riequilibrio ambientale e fonte di energia sostenibile. Infatti “ogni superficie disponibile (fabbricati, barriere, pannellature, aree di sosta   etc…) sarà ricoperta con pannelli solari di ultima generazione”. Assolutamente innovativo e di grande valore sarà la realizzazione di due centrali a biomassa vegetale (adigestione anaerobica)che forniranno 2 megawatt di potenza. Complessivamente l’energia alternativa prodotta sarà di circa 6 megawatt. Le due centrali forniranno energia ai servizi dell’autostrada e ai centri di produttività del territorio. La scelta delle centrali a biomassa non è casuale, ma parte di quella strategia di compatibilità e funzionalità , che sta alla base del progetto stesso dell’autostrada.

Non va dimenticato che viene attraversato il territorio con il maggior sviluppo agricolo a livello nazionale e che l’agricoltura rappresenta sicuramente la prima fonte di economia e richezza per quelle popolazioni. Gli impianti a biomassa diventano, pertanto, un’occasione sinergica per le attività agricole esistenti e un’opportunità per favorire l’insediamento di nuova attività produttive. (anche attrverso la cessione di calore prodotto dagli impianti) La gestione e la manutenzione degli impianti, in totale e completa efficienza e sicurezza, avverrà dalle strade laterali di servizio, le quali consentiranno anche  un accesso immediato e diretto per ogni punto del territorio.

Un’autostrada senza caselli: anche questo è possibile e previsto per la Cremona Mantova. Pensiamo a quanta semplificazione questo potrà portare alla circolazione e alle attività economiche. Con la tecnologia di oggi possiamo farlo e tutto potrà avvenire tramite telepass e tecnologia RFID. Indubbiamente un sistema di questo tipo consentirà un risparmio notevole sia per le imprese e quindi, di conseguenza, per ognuno di noi. In un periodo, come quello attuale, di forte difficoltà economica  dove diventa essenziale il contenimento dei costi per liberare risorse da destinare allo sviluppo, il progetto dell’autostrada Cremona Mantova rappresenta un elemento di sicuro valore.

Un’autostrada a impatto zeroe non solo: il progetto più ambizioso è quello della “bolla salubre” ovvero la realizzazione di aree di sosta dove concentrare attività e servizi non solo funzionali alla circolazione autostradale, ma in stretto collegamento con il territorio e con le sue attività economiche. Per questa ragione saranno creati, in queste aree, spazi espositivi per le tipicità del territorio e per le sue eccellenze, dando, in queto modo, visibilità e occasione per lo sviluppo delle attività imprenditoriali. Saranno anche punti di “organizzazione turistica” mediante la messa a disposizione di una serie di servizi che consentiranno di funzionalizzare la domanda turistica. Pensiamo, ad esempio, alla possibilità per un turista, specialmente straniero, di fermarsi in un’area semplice da raggiungere, e da dove può ripartire con estrema facilità, all’interno della quale può trovare ogni tipo di servizio per le sue necessità (aree di sosta controllate, hotel, ristorante, guide turistiche, spazi verdi e per lo sport, noleggio e assistenza auto elettriche…).

Che non si tratti di un sogno risulta evidente dai tempi che il direttore illustra. Ad oggi sul progetto definitivo dei lavori, che è stato redatto anche con il supporto di Antonio Bruzzi, sono in corso le valutazioni ambientali da parte delle commissioni competenti. Quanto prima sarà dato avvio alla conferenza di servizio che valuterà e definirà le migliori condizioni di fattibilità. Il primo “campo base”, per le attività di cantiere, è in corso di realizzazione e si prevede un inizio delle attività lavorative per l’autunno 2011.

Acerbi ha illustrato un’idea di autostrada a cui oggi difficilmente si è abituati a pensare: un’autostrada che non serve solo per moversi in modo veloce da un punto all’altro del paese, (elemento comunque di estrema importanza per l’economia)  ma che  diventa, nel suo percorso, occasione per nuovo sviluppo e per condizioni di migliore vivibilità.

 

 

21/02/2011

Fonte: http://www.retearchitetti.it

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