Rimozione amianto dagli edifici: valutazione grado di urgenza, utilizzo misure protettive e procedure da seguire

La valutazione del grado di urgenza delle misure protettive negli edifici e le procedure per la bonifica di pannelli leggeri e di lastre in fibrocemento contenenti amianto. Le procedure sicure nella preparazione e nell’esecuzione dei lavori di bonifica.

In questo articoli verranno affrontati i temi relativi al rischio dell’amianto e le conseguenti misure di prevenzione da mettere in atto, specialmente in relazione alle attività degli addetti alle operazioni di bonifica.

In merito a questi temi, Suva - istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni - ha pubblicato sul proprio sito diversi documenti con riferimento alla valutazione dell’urgenza delle attività di bonifica dell’ amianto e all’adozione di procedure sicure.

Il primo documento che presentiamo, dal titolo “ Amianto negli edifici pubblici e privati: grado d’urgenza delle misure”, è edito dal Forum Amianto Svizzera FACH, una piattaforma informativa sull’amianto che ha lo scopo di far conoscere l’amianto e i pericoli insiti nella sua manipolazione.

Il documento ricorda che se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, “bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione”. La presente pubblicazione serve appunto a valutare l’urgenza di tali misure di bonifica, con riferimento alla normale destinazione d’uso di un edificio pubblico o privato. Valutazione che deve essere svolta da personale qualificato e competente.

In particolare si ricorda che i materiali contenenti amianto diventano pericolosi nel momento in cui dal materiale si liberano delle fibre che vengono poi inalate. E il rischio per la salute “dipende dal tipo di materiale, dall‘uso del locale e dagli effetti dell’uso del locale sul materiale contenente amianto”.

Una valutazione dell’urgenza di misure protettive – valutazione che deve essere svolta per ogni singolo locale in cui è presente l’amianto - deve avvenire in tre tappe:

- “valutazione del materiale: in una prima fase si valuta il potenziale di rilascio delle fibre del materiale contenente amianto. Bisogna considerare sia lo stato della superficie, sia il deterioramento del materiale dovuto a fattori esterni (correnti d’aria, sbalzi di temperatura ecc.);

- valutazione dell’uso del locale: in una seconda fase si procede a valutare la destinazione d’uso del locale, con quale frequenza è frequentato e in che modo l’amianto è accessibile;

- definizione del grado di urgenza: in questa fase si mettono assieme i risultati dei primi due punti e da questi si deduce il grado di urgenza delle misure di bonifica”.

 

Entriamo ora nel merito delle azioni di bonifica vere e proprie.

Lo facciamo attraverso la  scheda tematica, prodotta da Suva, dal titolo “Bonifica di pannelli leggeri contenenti amianto da parte di ditte riconosciute”.

Questa scheda – che contiene una procedura per la rimozione di superfici inferiori a 0,5 m2 per locale di lavoro - ricorda che durante la rimozione di pannelli leggeri contenenti amianto si possono rilasciare grandi quantità di fibre di amianto e i lavori devono essere eseguiti da ditte specializzate e riconosciute.

Per conoscere i requisiti richiesti in Italia per le ditte che operano bonifiche di beni contenenti amianto è possibile consultare il sito dell’ Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Tornando al documento elvetico, vediamo le procedure corrette in merito alla preparazione dei lavori per questa specifica tipologia di bonifica:

- “individuare i pericoli e pianificare le necessarie misure di sicurezza”;

- “istruire il personale sui pericoli e su come procedere con i lavori”;

- “dispositivi di protezione individuale (DPI): semifacciale con filtro classe P3 (filtro da gettare dopo l'uso, maschera riutilizzabile dopo accurata pulizia), tuta monouso di categoria 3 tipo 5/6 con cappuccio (da gettare dopo l'uso), soprascarpe di protezione (da gettare dopo l'uso), guanti di gomma (da lavare o gettare dopo l'uso);

- “il mobilio deve essere preventivamente rimosso dall'area di lavoro; i materiali che non possono essere decontaminati devono essere sigillati adeguatamente con una pellicola di plastica;

- bisogna impedire che terze persone possano accedere alla zona da bonificare (segnali di avvertimento);

-  per evitare contaminazioni sigillare ogni apertura verso i locali adiacenti”.

 

Tra le attrezzature di lavoro necessarie abbiamo:

- “aspirapolvere industriale con filtro per classe H ( amianto);

- impianto di ventilazione (con filtri di classe H) con una potenza minima di 500 m3/h oppure un ricambio del volume d'aria del locale di 10 volte l'ora (il valore maggiore è determinante)”. Questo invece è un elenco del materiale necessario: “sacchi di plastica con la dicitura ‘Amianto’;  leganti per fibre residue; rullo in pelo di agnello per l'applicazione di leganti per fibre residue; attrezzi per rimuovere chiodi, viti, dispositivi di fissaggio; pellicola di plastica e nastro adesivo per imballare i pannelli; listelli di legno da montare sotto la costruzione a pannelli; tappetino in gommapiuma; sacchi ‘glove-bags’”.

Per la rimozione di pannelli su parti non fisse dell'edificio, “gli elementi mobili devono essere sollevati con precauzione dai supporti e imballati subito ermeticamente”. Successivamente il pannello dovrà essere rimosso dall'elemento e smaltito correttamente.

Per la rimozione di pannelli su parti fisse dell'edificio, se possibile, è bene utilizzare la tecnica del «glove-bag» (“cella di materiale plastico dotata di guanti interni per l'esecuzione dei lavori”).

Se l'uso dei glove-bags non è possibile, bisogna procedere nel seguente modo:

- “ventilare artificialmente la zona di lavoro;

- irrorare i pannelli con prodotti leganti per fibre residue;

- rimuovere i dispositivi di fissaggio (chiodi, viti, ecc.) e riporli in un recipiente contenente del prodotto legante. Durante questa fase bisogna aspirare la polvere alla fonte. Le eventuali parti danneggiate devono essere irrorate immediatamente con prodotti leganti; evitare che il pannello cada;

- rimuovere il pannello ed appoggiarlo delicatamente sul tappeto di gommapiuma;

- inserire il pannello nel sacco o avvolgerlo nella pellicola di plastica;

- pulire la superficie sottostante (aspiratore industriale/prodotti leganti)”.

 

Infine sul sito di Suva è presente anche una scheda tematica dedicata alla “ Rimozione all'aperto di lastre in fibrocemento contenente amianto”.

Riportiamo le regole da seguire in merito all’esecuzione dei lavori.

Per la rimozione delle lastre:

- “lo smontaggio deve avvenire senza distruzione (nell'ordine inverso al montaggio); non rompere, segare o forare il materiale,…”;

- “i dispositivi di fissaggio come viti, ganci e chiodi devono essere bagnati con l'acqua e poi allentati;

- se le lastre devono essere accatastate temporaneamente sul tetto, bisogna garantire la portata di quest'ultimo;

- usare molta cautela nel deporre le lastre per evitare che si rompano. Non gettarle, non farle scivolare come se si trattasse di rifiuti”.

 

Inoltre si ricorda di:

- “non fumare o mangiare in prossimità della zona di lavoro”;

- “nel togliere la tuta monouso fare attenzione che i vestiti non si sporchino. Non portare a casa gli indumenti che sono contaminati da fibre di amianto. Usare gli impianti igienico-sanitari presenti sul cantiere”.

Senza dimenticare che, al termine dei lavori, è necessario pulire accuratamente la zona di lavoro e lo smaltimento deve avvenire in sicurezza e secondo le normative vigenti.

 

N.B.: Gli eventuali riferimenti legislativi contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, i suggerimenti indicati possono essere comunque di utilità per tutti i lavoratori.


30/03/2011

Fonte:

http://www.retearchitetti.it

 

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