SCIA: dubbi e problematiche applicazione della segnalazione inizio attività |
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Le note di chiarimento del Ministero della Semplificazione - contenute nella circolare del 16 settembre scorso e riguardanti l'applicabilità della Segnalazione Certificata d'inizio Attività in campo edilizio - non dissolvono i dubbi generati dalla sostituzione della Dia con il nuovo titolo abilitativo. Diverse le problematiche riscontrate nella pratica applicazione della Scia, molte le lacune normative che il nuovo istituto - così come introdotto dalla L.122/2010 e nonostante le note esplicative ministeriali - ancora presenta. Motivati contro-interventi istituzionali, volti a far chiarezza sull'argomento, provengono dall'Anci Toscana e dalla Commissione Infrastrutture e Lavori Pubblici dell'Anci, entrambe accomunate dallo stesso intento: rimarcare l'urgente esigenza di recepire la Scia nel testo unico dell'edilizia (DPR 380/2001). Più forte è la questione sollevata dalla Regione Toscana, secondo la sua Avvocatura l'art 49, comma 3 e 4 bis della L. 122/2010 e quindi l'introduzione della Scia in edilizia, è incostituzionale. La nuova legge, infatti, sostituendo di fatto anche nelle leggi regionali la parola "Dia" con "Scia", violerebbe la loro autonomia legislativa in materia di governo del territorio, in opposizione a quanto sancito nell'art. 117 della Costituzione. Si profila il rischio che tutte le SCIA presentate fino ad oggi in ambito edilizio, dove c'è concorrenza fra Stato e Regioni, possano essere considerate nulle, sempre che prima la nuova procedura non venga recepita nel Testo Unico sull'Edilizia, il DPR 380. Vediamo quali sono le argomentazioni alla base delle richieste di ciascuno dei 3 Enti: Anci Toscana L'Anci Toscana - pur non disconoscendo la portata della riforma introdotta dall'art. 49 della L. 122/2010 e di conseguenza dal novellato art. 19 della legge 241/1990 - prende posizione a sostegno della permanenza in vigore della previgente normativa, e quindi della DIA come titolo abilitativo, almeno fino alla richiesta ed auspicata riforma del Testo Unico dell'Edilizia. Prende atto, inoltre, della presenza allo stato attuale di una "Babele procedimentale".
L'Anci Toscana a conclusione di entrambe le circolari, ed al fine di far fronte alla problematiche esposte, sollecita l'adeguamento degli articoli del T.U.E. inerenti la Dia, al nuovo istituto della Scia, in quanto, in mancanza di una disciplina idonea ad orientare l'attività degli Uffici, non è possibile l'applicazione del nuovo titolo abilitativo. Commissione Infrastrutture e Lavori Pubblici dell'Anci: A conclusione di questo percorso, la Commissione Infrastrutture e Lavori Pubblici dell'Anci si è riunita a Roma il 30 settembre, sotto la presidenza di Andrea Camaiora per richiedere che "la Segnalazione Certificata di Inizio Attività sia recepita dal Testo Unico sull'Edilizia, il DPR 380". L'effetto di questa riunione sarà l'invio di una lettera ai ministeri competenti (Ministero della Semplificazione Normativa, Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ministero per la P.A., Ministero delle Infrastrutture) per sollecitare l'auspicata quanto necessaria revisione del Testo, e giungere, attraverso la collaborazione, ad una soluzione condivisa che ponga fine alla "ferraginosità del sistema" attuale. La Regione Toscana: Negli ultimi giorni del mese di settembre la Giunta regionale ha deliberato circa l'incostituzionalità di alcuni articoli della legge Finanziaria, tra questi l'art 49, comma 3 e 4 bis ed ha autorizzato il Presidente Rossi a sollevare la questione della loro illegittimità costituzionale. L'introduzione della Scia al posto della Dia anche nelle leggi regionali, secondo l'Avvocatura toscana "lede l'autonomia legislativa delle Regioni" ed è incostituzionale perché "viola le attribuzioni della Regione in materia di governo del territorio", in contrasto con l'art. 117 della Costituzione. Resta da attendere quali saranno gli sviluppi e le risposte delle istituzioni, per ora resta una legge incompleta unitamente alle perplessità ed alle difficoltà applicative della "Babele procedimentale". di Mariagrazia Barletta architetto 08/10/2010 Fonte: http://www.retearchitetti.it |

















